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Sulla Canonicità: Il Concilio di Nicea – Parte 4

Autore: Pietro Nencioni / 8.11.2021

 

Contrariamente all'opinione popolare, il Concilio di Nicea non ha stabilito un elenco canonizzato di libri approvati nei suoi 20 Canoni. In sintesi, il Consiglio è giunto alle seguenti conclusioni:

Il Credo Niceno

Crediamo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore di tutte le cose visibili e invisibili; e in un solo Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio, l'unigenito del Padre suo, della sostanza del Padre, Dio di Dio, Luce di Luce, Dio stesso da Dio stesso, generato (γεννηθ?ντα), non creato , essendo di una sostanza (?μοο?σιον, consustanziale) con il Padre. Per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose, sia in cielo che in terra. Che per noi uomini e per la nostra salvezza discese [dal cielo] e si è incarnato e si è fatto uomo. Soffrì e il terzo giorno risuscitò e ascese al cielo. E verrà di nuovo per giudicare sia i vivi che i morti. E [crediamo] nello Spirito Santo. E chiunque dirà che ci fu un tempo in cui il Figlio di Dio non era (?ν ποτε ?τε ο?κ ?ν), o che prima di essere generato non era, o che era fatto di cose che non erano, o che è di una sostanza o essenza diversa [dal Padre] o che è una creatura, o soggetto a cambiamento o conversione - tutti quelli che così dicono, la Chiesa Cattolica e Cpostolica li anatemizza.

I Canoni (parafrasati)

Canone 1 – L'autocastrazione non comporta alcuna promozione tra il clero.

Canone 2 – Occorre tempo dopo la conversione e il battesimo prima di avanzare nel clero. Il peccato sensuale attestato da due o tre testimoni comporterà la cessazione dell'ufficio clericale.

Canone 3 – Nessun subintroducta può vivere con nessun vescovo, presbitero, diacono o alcuno del clero, eccetto solo una madre, o una sorella, o una zia, o solo quelle persone che sono al di là di ogni sospetto.

Canone 4 - Un vescovo dovrebbe essere nominato da tutti i vescovi della provincia.

Canone 5 – Coloro che sono stati scomunicati non possono essere riammessi da altri.

Canone 6 – Le antiche usanze in Egitto, Libia e Pentapoli possono continuare. Nessun uomo può essere nominato vescovo senza il consenso del metropolita, con un'eccezione.

Canone 7 – Il Vescovo di Gerusalemme è secondo al Metropolita.

Canone 8 – I Catari che si convertono possono continuare nei loro uffici se professano per iscritto che osserveranno e seguiranno i dogmi della Chiesa Cattolica e Apostolica.

Canone 9 – Non possono essere presbiteri i presbiteri che hanno commesso un reato.

Canone 10 – Anche se una persona è stata ordinata per ignoranza o per mancanza, una volta scoperta, sia deposta.

Canone 11 – Coloro che sono caduti senza costrizione, sebbene non meritino clemenza, saranno trattati con misericordia.

Canone 12 - Quelli che furono chiamati per grazia, e deposero le loro cinture militari, ma poi ripresero le loro posizioni militari); questi, dopo aver trascorso lo spazio di tre anni come uditori, siano per dieci anni prosternatori.

Canone 13 - Se uno è in punto di morte, non sia privato dell'ultimo e più indispensabile Viatico, e nel caso di un morente che chiede di ricevere l'Eucaristia, il Vescovo, dopo l'esame, gliela dia .

Canone 14 - Riguardo ai catecumeni decaduti, dopo che sono trascorsi solo tre anni come uditori, pregheranno con i catecumeni.

Canone 15 - Né il vescovo, né il presbitero, né il diacono passeranno di città in città

Canone 16 - Né presbiteri, né diaconi, né alcun altro iscritto nel clero, si allontaneranno incautamente dalla propria chiesa. E se qualcuno oserà rapire e ordinare nella propria Chiesa un uomo appartenente ad un altra, senza il consenso del proprio Vescovo, la sua ordinazione sia nulla.

Canone 17 - Chiunque venga trovato a subire usura, sia deposto dal clero e il suo nome cancellato dall'elenco.

Canone 18 - I diaconi rimangano entro i propri limiti, sapendo di essere i ministri del vescovo e gli inferiori dei presbiteri. Ricevano l'Eucaristia secondo il loro ordine, dopo i presbiteri, e amministrino loro o il vescovo o il presbitero.

Canone 19 - Riguardo ai Paulianisti che si sono rifugiati nella Chiesa Cattolica, è stato decretato che debbano essere assolutamente ribattezzati; e se qualcuno di coloro che in passato sono stati annoverati tra il loro clero fosse trovato irreprensibile e senza biasimo, sia ribattezzato e ordinato dal Vescovo della Chiesa Cattolica; ma se l'esame dovesse scoprirli non idonei, siano deposti. Parimente per le loro diaconesse, e in genere per quelle che sono state arruolate nel loro clero, si osservi la stessa forma. E per diaconesse intendiamo quelle che hanno assunto l'abito, ma che, non avendo l'imposizione delle mani, sono da annoverare solo tra i laici.

Canone 20 – Non inginocchiarsi in preghiera nel giorno del Signore e nei giorni di Pentecoste.

Questi sono i Canoni del Concilio di Nicea, e ulteriormente non scrivono nulla.

La Lettera sinodale

Alla Chiesa di Alessandria, per grazia di Dio, santo e grande; e ai nostri ben amati fratelli, il clero ortodosso e il laicato in tutto l'Egitto, e Pentapoli, e la Libia, e ogni nazione sotto il cielo, il santo e grande sinodo, i vescovi riuniti a Nicea, augurano salute nel Signore.

Poiché il grande e santo Sinodo, riunito a Nicea per grazia di Cristo e del nostro religiosissimo Sovrano Costantino, che ci ha riuniti dalle nostre diverse province e città, ha considerato le questioni che riguardano la fede della Chiesa, è sembrato per noi  necessario che certe cose ti siano comunicate da noi per iscritto, in modo che tu possa avere i mezzi per conoscere ciò che è stato discusso e indagato, e anche ciò che è stato decretato e confermato.

[La denuncia di Ario]

Prima di tutto dunque, in presenza del nostro religiosissimo Sovrano Costantino, si investigarono le cose circa l'empietà e la trasgressione d'Ario e de' suoi seguaci; e fu decretato all'unanimità che lui e la sua empia opinione dovessero essere anatemizzati, insieme alle parole blasfeme e alle speculazioni in cui si abbandonava, bestemmiando il Figlio di Dio, e dicendo che egli è da cose che non sono, e che prima di essere generato non  era, e che c'è stato un tempo in cui non era, e che il Figlio di Dio è per sua libera volontà capace di vizio e virtù; dicendo anche che è una creatura. Tutte queste cose il santo Sinodo ha anatemizzato, non sopportando nemmeno di ascoltare la sua empia dottrina e follia e parole blasfeme. E delle accuse contro di lui e dei risultati che hanno avuto, o hai già sentito o ascolterai i particolari, per timore che sembriamo opprimere un uomo che in effetti ha ricevuto una giusta ricompensa per il proprio peccato. Finora infatti ha prevalso la sua empietà, che ha anche distrutto Teona di Marmorica e Secondo di Tolemaide; poiché anch'essi hanno ricevuto la stessa sentenza degli altri.

[Rimuovendo l'autorità da Melezio]

Ma quando la grazia di Dio aveva liberato l'Egitto da quell'eresia e bestemmia, e dalle persone che hanno osato creare disordini e divisioni tra un popolo fino ad allora in pace, rimaneva la questione dell'insolenza di Melezio e di coloro che sono stati ordinati da lui; e riguardo a questa parte del nostro lavoro ora, fratelli carissimi, procediamo ad informarvi dei decreti del Sinodo. Il Sinodo, quindi, essendo disposto a trattare gentilmente con Melezio (perché in severa giustizia non meritava clemenza), decretò che rimanesse nella sua propria città, ma non avesse alcuna autorità né per ordinare, né per amministrare affari, né per prendere nomine. ; e che non si presentasse in campagna o in qualunque altra città per questo scopo, ma godesse del nudo titolo del suo grado; ma che coloro che sono stati da lui posti, dopo essere stati confermati da una più sacra imposizione delle mani, saranno ammessi alla comunione a queste condizioni: che avranno entrambi il loro grado e il diritto di officiare, ma che dovranno essere tutti gli inferiori di tutti coloro che sono iscritti a qualsiasi chiesa o parrocchia, e sono stati nominati dal nostro onorevolissimo collega Alessandro. In modo che questi uomini non abbiano alcuna autorità di nominare persone che possono essere loro gradite, né di suggerire nomi, né di fare alcunché, senza il consenso dei vescovi della Chiesa Cattolica e Apostolica, che prestano servizio sotto il nostro santissimo collega Alessandro; mentre coloro che, per grazia di Dio e per le vostre preghiere, non sono stati trovati in uno scisma, ma al contrario sono senza macchia nella Chiesa Cattolica e Apostolica, abbiano l'autorità di dare incarichi e nomine a persone degne tra il clero , e in breve a fare ogni cosa secondo la legge e l'ordinanza della Chiesa. Ma, se accade che muoia qualcuno del clero che è ora nella Chiesa, allora quelli che sono stati recentemente nominati devono succedere all'ufficio del defunto; sempre a condizione che sembrino degni, e che il popolo li elegga, e che il vescovo di Alessandria concordi nell'elezione e la ratifichi. Questa concessione è stata fatta a tutti gli altri; ma, a causa della sua condotta disordinata fin dall'inizio, e della temerarietà e precipitazione del suo carattere, lo stesso decreto non fu fatto riguardo allo stesso Melezio, ma questo, in quanto uomo capace di commettere nuovamente gli stessi disordini, nessuna autorità né privilegi gli si devono concedere.

Questi sono i particolari, che interessano particolarmente l'Egitto e la santissima Chiesa di Alessandria; ma se in presenza del nostro onoratissimo signore, nostro collega e fratello Alessandro, per canone o per altro decreto è stato disposto altro, egli stesso ve lo riferirà più dettagliatamente, essendo stato sia guida che collaboratore in cosa è stato fatto.

[Riguardo alla Pasqua]

Vi annunciamo inoltre la buona novella dell'accordo relativo alla santa Pasqua, che anche questo particolare è stato giustamente regolato mediante le vostre preghiere; così che tutti i nostri fratelli in Oriente, che un tempo seguivano l'usanza dei Giudei, d'ora in poi celebrino la detta santissima festa della Pasqua insieme ai Romani e a voi stessi e a tutti coloro che hanno osservato la Pasqua fin dall'inizio.

Pertanto, rallegrandoti di questi salutari risultati, e della nostra comune pace e armonia, e del taglio di ogni eresia, ricevi con il maggior onore e con maggior amore, il nostro collega il tuo Vescovo Alessandro, che ci ha allietato con la sua presenza, e che in un'età così avanzata ha patito una così grande fatica perché si stabilisse la pace tra te e tutti noi. Pregate anche per tutti noi, affinché le cose che sono state ritenute opportune siano ferme; poiché sono state fatte, come crediamo, a compiacimento di Dio Onnipotente e del suo unigenito Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, e dello Spirito Santo, al quale sia gloria nei secoli. Amen.

Fonte. Tradotto da Henry Percival. Dai padri Niceni e post-Niceni, seconda serie, vol. 14. A cura di Philip Schaff e Henry Wace. (Buffalo, NY: Christian Literature Publishing Co., 1900.)

Vediamo ora l'origine della dottrina della Pasqua, ottenuta per consenso e accordo tra i Vescovi in ​​modo che quelli dell'Oriente che praticavano le cosiddette feste dei Giudei, come Pecach (Pasqua), Matstsah (Pane Azzimo), Bikoor (Primizie), Shavu'oth (Pentecoste), Teru`ah (Trombe), Kippuriym (Espiazione) e Cukkoth (Capanne), avrebbero abbandonato quelle pratiche per unirsi ai romani che praticavano la festa di Ishtar (Pasqua). ) prima della loro conversione al cristianesimo.

Il paragrafo due ci dice perché. In primo luogo, abbiamo la rivendicazione della pace e dell'armonia comuni. Questa secolare tecnica sulla pace e l'armonia pone sempre la domanda: chi cede e chi no? Quanti di noi sarebbero disposti ad abbracciare l'Islam, ad esempio, per il bene della pace e dell'armonia, e dopo averlo fatto, avresti pace e armonia? (Francamente, il consenso potrebbe essere del 99,99% e mi rifiuterei comunque di aderire). Unità a che prezzo? E a quale dottrina ci uniremo?

Qui, a causa di un robusto antiebraismo presente al Concilio, il clero autoproclamatosi decise di abbandonare gli insegnamenti espressi di Vayiqra (Levitico) 23, e invece abbracciare la pratica pagana Babilonese della festa della dea della fertilità Ishtar.

La seconda ragione identificata per abbandonare gli Shabbath biblici e abbracciare il rituale della dea della fertilità Babilonese era quella di eliminare ogni eresia. Ci si chiede come abbracciare una festa pagana Romana a scapito dei mandati scritturali possa essere chiamato il taglio dell'eresia; tuttavia, quando arriviamo a questo Concilio, le opere di Marcione erano già presenti. Queste opere includono 11 libri che includevano la sua riscrittura personale del vangelo di Luca e 10 (non 14) epistole di Paolo, almeno due delle quali erano famigerate falsificazioni (la Lettera agli Alessandrini e la Lettera ai Laodicesi). Marcione, nel 180 d.C., era andato anche oltre la sua creazione di un nuovo dio, e aveva iniziato ad abbracciare lo gnosticismo (che alla radice rifiutava che il Mashiach fosse venuto nella carne), che portò alla sua espulsione dalla comunità dei credenti.

Vi sottopongo che questo taglio dell'eresia ha avuto a che fare con una continua ricerca di distorcere le parole delle lettere del Nuovo Testamento per raggiungere il percorso antiebraico desiderato, ignorando la semplice genealogia di Mashiach esposta in Mattityahu 1 e Lucas 3, entrambi i quali dimostrano la sua eredità come discendente diretto sia di Yahudah che di Pheres. Discuteremo gli aspetti perniciosi di questa dottrina nei blog futuri.

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Chazon (Revelation) 1:8

I am the א (Aleph) and the ת (Tav), the beginning and the ending, says Yahuah Elohiym, which is, and which was, and which is to come, Yahuah Tseva’oth.

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Baruch Sheniy (2 Baruch) 51:8-9

For they shall behold the world which is now invisible to them and they shall behold the time which is now hidden from them: And time shall no longer age them.

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Ezra Reviy'iy (4 Ezra/2 Esdras) 2:35

Be ready to the reward of the Kingdom, for the everlasting light shall shine upon you forevermore.

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Devariym (Deuteronomy) 11:26-28

Behold, I set before you this day a blessing and a curse; A blessing, if ye obey the commandments of Yahuah Elohaykem, which I command you this day: And a curse, if ye will not obey the commandments of Yahuah Elohaykem but turn aside out of the way which I command you this day, to go after other elohiym, which ye have not known.

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Shemoth (Exodus) 20:11

For in six days Yahuah made the heavens and the earth, the sea, and all that in them is, and rested the seventh day: wherefore Yahuah blessed the day of Shabbath, and hallowed it.

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Bere'shiyth (Genesis) 1:1

In the beginning Elohiym created את the heavens and אתthe earth.

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Yesha'yahu (Isaiah) 14:12

How are you fallen from heaven, O Heylel, son of the howling morning! how are you cut down to the ground, which did weaken the nations!

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Yirmeyahu (Jeremiah) 31:31

Behold, the days come, says Yahuah, that I will cut a Renewed Covenant with the house of Yashar’el, and with the house of Yahudah.

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Besorah Yochanon (John) 1:1

In the beginning was the Word, and the Word was with את Elohiym, and Elohiym was the Word.

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Besorah Yochanon (John) 3:16

For Elohiym so loved the world, that he gave his yachiyd, that whosoever believes in him should not perish, but have everlasting life.

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Besorah Yochanon (John) 14:21

He that has my commandments, and guards them, he it is that loves me: and he that loves me shall be loved of my Father, and I will love him, and will manifest myself to him.

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Vayiqra (Leviticus) 23:4

These are the feasts of Yahuah, even holy assemblies, which ye shall proclaim in their appointed times.

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Besorah Mattithyahu (Matthew) 1:21

And she shall bring forth a son, and you shall call his name Yahusha: for he shall save his people from their sins.

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Besorah Mattithyahu (Matthew) 6:11-12

Give us this day our daily bread. And forgive us our transgressions, as we forgive those who transgress against us.

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Bemidbar (Numbers) 6:24-26

Yahuah bless you, and guard you: Yahuah make his face shine upon you, and be gracious unto you: Yahuah lift up his countenance upon you, and give you peace.

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Philippiym (Philippians) 2:10-11

That at the name of Yahusha every knee should bow, of things in heaven, and things in earth, and things under the earth; And that every tongue should confess that Yahuah is Yahusha Ha’Mashiach, to the glory of Elohiym the Father.

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Tehilliym (Psalms) 23:1-2

Yahuah is my Shepherd; I shall not want. He makes me to lie down in green pastures: he leads me beside the still waters.

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Tehilliym (Psalms) 91:1-2

He who dwells in the secret place of El Elyon shall abide under the shadow of El Shaddai. I will say of Yahuah, He is my refuge and my fortress: my Elohiym; in him will I trust.

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Chazon (Revelation) 13:18

Here is wisdom. Let him that has understanding calculate the number of the beast: for it is the number of a man; and his number is χξς .

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Romaiym (Romans) 8:38-39

For I am persuaded, that neither death, nor life, nor angels, nor principalities, nor powers, nor things present, nor things to come, Nor height, nor depth, nor any other creature, shall be able to separate us from the love of Yah, which is in Yahusha Ha'Mashiach our Adonai.

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Qorintiym Ri'shon (I Corinthians) 13:13

And now abides faith, hope, love, these three; but the greatest of these is love.

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Makkabiym Reviy'iy (4 Maccabees) 9:7-9

Make the attempt, then, O tyrant; and if you put us to death for our faith, think not that you harm us by torturing us. For we through this ill treatment and endurance shall bear off the rewards of virtue. But you, for the wicked and despotic slaughter of us, shall, from the divine vengeance, endure eternal torture by fire.

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Daniy'el (Daniel) 12:1

And at that time shall Miyka’el stand up, the great prince which stands for the children of your people: and there shall be a time of trouble, such as never was since there was a nation even to that same time: and at that time your people shall be delivered, everyone that shall be found written in the cepher.

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Chanoch (Enoch) 105:14-15

A great destruction therefore shall come upon all the earth; a deluge, a great destruction shall take place in one year. This child, who is born to your son shall survive on the earth, and his three sons shall be saved with him. When all mankind who are on the earth shall die, he shall be safe.

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Yo'el (Joel) 2:28

And it shall come to pass afterward, that I will pour out my Ruach upon all flesh; and your sons and your daughters shall prophesy, your old men shall dream dreams, your young men shall see visions.

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